il territorio libero di tognazza

Il territorio libero di Tognazza è un luogo-non-luogo alle pendici del Monte Mascetti.

Nel territorio libero di Tognazza non esistono gerarchie e non esistono leggi che regolano la vita degli abitanti. Ognuno è libero di pensare e fare un po’ “come cazzo gli pare”.

In Tognazza non esistono frontiere e quindi non esistono stranieri: tutti sono sempre ben accetti senza tener conto del proprio orientamento politico, religioso, sessuale, senza alcuna disparità di genere e di razza.

Anche se a dir la verità guardiamo con un po’ di sospetto gli astemi.

Il territorio libero batte moneta propria, ma ogni moneta che esce ha un nome diverso dall’altra ed è quindi dal 1964 che si cerca di capire quanto vale una o quanto vale l’altra. Annoso problema che ancora non ha una soluzione, ma tutto ciò non sembra infastidire gli abitanti che nel frattempo si dilettano ad organizzare riunioni in merito accompagnate dai prodotti tipici del territorio.

Il prodotto tipico del territorio libero di Tognazza è il VINO.

Le manifestazioni pubbliche sono sempre accompagnate dai vini tipici del territorio, finanche quelle istituzionali.

Non esistono istituzioni pubbliche in Tognazza ma le manifestazioni si organizzano lo stesso per poter bere vino e cantare tutti insieme. Alla fine di ogni funzione viene redatto un verbale, in bianco ovviamente.

Gli abitanti del territorio libero di Tognazza non pagano alcuna tassa. Il contributo richiesto è sotto forma di iniziative di tutela ambientale e di protezione del meraviglioso mondo a cui apparteniamo.

To be continued…

 

la nostra storia

#STORIADIUNAGRANDESTORIA

C’era una volta, più di cinquant’anni fa, la prima etichetta di vino “La Tognazza”.

Era il 1969, ed era diversa da quelle di oggi scritta, o meglio, disegnata a pennarello da Ugo Tognazzi in persona per celebrare la sua prima vinificazione ufficiale (anche se qualche esperimento negli anni precedenti c’era già stato).

Questo evento memorabile, che sancisce l’inizio della nostra storia, avviene nella tenuta di Velletri, pochi chilometri da Roma, e la personale produzione di vini di Ugo Tognazzi annovera un bianco ed un vino rosso da tavola, e l’indimenticabile “schiumante” (“metà bottiglia andava sempre fuori”, ricorda suo figlio GianMarco).

Vietato in casa Tognazzi bere altri vini all’infuori di questi.

Oltre al vino, la tenuta (antesignana delle odierne aziende a km 0) produceva olio, uova, pollame e quanto altro serviva come materia prima perché Ugo potesse dar vita alle sue creazioni enogastronomiche, di fondamentale importanza perché egli potesse salire sul suo “palcoscenico domestico” in qualità di anfitrione.

Le sue tavolate passano alla storia, diventando qualcosa che segnerà per sempre il cinema italiano degli anni ‘70 e ‘80.

La passione di Ugo Tognazzi per la cucina era infatti riconosciuta in tutta Italia (e non solo), anche a fronte dei diversi libri di cucina scritti di suo pugno e per aver diretto per oltre un decennio una rivista sull’argomento.

Qualche anno dopo la scomparsa di Ugo, avvenuta nel 1990, sua moglie Franca Bettoja prova a lanciare un brand “La Tognazza”, produttore di vino, olio, creme e confetture, ma è con GianMarco Tognazzi, il terzo figlio di Ugo, che La Tognazza si trasforma in una vera e propria azienda.

Inizia così un percorso di crescita e di innovazione che la porta ad essere riconosciuta oggi come produttrice di vini di assoluta qualità: alle vigne di Velletri, ai Castelli Romani, si affiancano quelle toscane, luogo simbolo del vino rosso italiano, in una costante evoluzione che porta La Tognazza ad essere una solida realtà vinicola, conosciuta (e riconosciuta) ormai in tutta Italia.

#UNSOGNOCHEDIVENTAAZIENDA

#ELASTORIACONTINUA…

Lo staff e l’azienda

Uno staff di assoluta eccellenza, è questa l’intuizione di GianMarco Tognazzi per realizzare il sogno di Ugo e trasformare un nome in “brand” (prima) e (poi) dare vita ad un vero e proprio “lifestyle”.

In questo, fondamentale è l’incontro con Alessandro Capria, consulente aziendale da sempre e suo compagno in questo percorso.

Tra i due è un colpo di fulmine, una sintonia immediata:

insieme creano la filosofia fortemente innovativa, anticonvenzionale, irriverente, conviviale a tratti goliardica, che continua a definire l’immagine dell’azienda nel tempo.